GrayFox ha scritto:Valuterò quale prendere ... sono due scelte importanti![]()
Ora che mi hai detto del libro di Mark sono più propenso a prendere questo dato che è più completo...per la complessità non c'è problema ...mi ci metto di impegno.
Comunque un ultimo dubbio e poi non rompo più le balle![]()
Non è che questi due libri come dice il nome ti insegnano solamente lo stile Jazz? Perchè io sarei più propenso al Blues che mi piace troppo
Tranquillo, non rompi le balle, anzi, è giusto e sano porsi e porre tutte queste domande prima di fare un passo come questo... La scelta del libro su cui studiare, per un autodidatta, è un passo importante perché è l'equivalente di scegliere un maestro: il libro sarà il tuo "maestro" e una scelta poco felice si riperquote sulla persona che lo deve strudiare.
Diciamo che per suonare il blues le nozioni teoriche che ti servono sono pochissime... Anzi, lo puoi fare anche senza alcuna nozione teorica quindi, quando conosci un po' di accordi, le pentatoniche e hai ascoltato (e anche trascritto) tanto blues, sei più che a posto. Mi sembra però evidente che tu voglia fare un passettino in più e, come diceva andyfender, certo male non fa.
Quasi tutti i libri che trattano gli argomenti di teoria, a meno che non si prenda un libro tipo "Armonia" di W. Piston (che ti sconsiglio non perché sia fatto male, ma perché qui il gioco si fa veramente duro e impegnativo), riportano nel titolo la parola jazz perché questo è il genere nel quale di più, rispetto a tutti gli altri, si fa uso di nozioni teoriche così avanzate.
Questo non vuol dire che ti insegnino a suonare il jazz ma, allo stesso tempo, non vuol dire che non ti cerchino di insegnare una certa visione della musica che è tipica del jazz... non so se mi sono spiegato!
Per essere più chiaro (almeno spero...): entrambi i libri ti insegnano la teoria (costruzione accordi, scale, modi, sostituzione degli accordi, eccetera) che, come è logico, è quella a prescindere dal genere musicale ma, chiaramente, la applicano, negli esempi, allo stile musicale a cui è rivolto. In questo senso ti danno "una certa visione della musica che è tipica del jazz".... Poi non è detto che non si possa applicare anche ad altri generi musicali come non è detto che la conoscenza di tutte queste nozioni teoriche obblighino il musicista ad applicarle sempre, anche quando sono fuori contesto (l'esempio classico è quello dello shredder che si trova a suonare sulle canzoni di Battisti e ci fa sopra un assolo come se suonasse negli Slayer... non si può sentire!).
In definitiva, a meno che non perdi la bussola e non riesci più a distiguere quando l'applicazione di certe regole e fuori contesto e, ammesso che, dopo tutte queste righe di testo, e quello che ti ho scritto, non ti sia passata la voglia di strudiare la teoria
Su quale libro scegliere, mi rendo conto che si tratta anche di una scelta personale (non è detto che due persone si trovino altrettanto bene sul medesimo libro) ma, forse, il "trattato di chitarra jazz" di Fabio Mariani, come approccio, è più semplice (e quindi te lo consiglio di più rispetto a "The Jazz Theory Book") perché tutti i suoi insegnamenti sono poi coadiuvati da esempi ed esercizi che, oltretutto, puoi (o devi) anche suonare e secondo me, poter vedere tutto amplicato al tuo strumento, rende più facile e anche divertente lo studio, visto che oltretutto lo farai da solo.
In ogni caso per qualunque altro dubbio sui libri o, perché no, sui loro contenuti, scrivimi pure.
Ciao
P.S.: in ogni caso, se hai vicino a casa un qualche negozio ben fornito che ha questi due metodi, vai a dargli un occhiata in modo di fare una scelta più consapevole.





