Salve a tutti Guitar maniaci, dopo le puntate sul riscaldamento senza strumento (qui: il-riscaldamento-senza-strumento-t4932.html), sul riscaldamento specifico (qui: esercizi-per-il-riscaldamento-specifico-t4941.html), sullo stretching senza lo strumento (qui: lo-stretching-senza-strumento-t5241.html) e le divagazioni su forza (qui: forza-t5331.html) e "miglioramento" delle mani (qui: miglioriamo-le-mani-t5332.html) mi rifaccio vivo e riprendiamo il filo con gli esercizi di stretching da fare con lo strumento.
Questi esercizi sono simili a quelli che ho proposto a suo tempo per il riscaldamento specifico, ma la differenza sta tutta nel modo di "usarli", il che porta a diversi effetti. Come già dicevo parlando dello stretching senza strumento, questi esercizi vano fatti sempre e solo dopo aver suonato od essersi scaldati accuratamente: questa cosa è importantissima perchè questi esercizi eseguiti a "freddo" non servono a niente e possono essere contro producenti e, allo stesso modo, suonare in modo intenso dopo lo stretching ne riduce gli effetti. In definitiva, il momento migliore per fare lo stretching è dopo aver suonato e prima di rimettere lo strumento in custodia o dove lo mettete di solito.
Come al solito, preambolo prima di iniziare a mettere mano allo strumento, vi darò delle "dritte" su quello che andremo a vedere.
Gli esercizi che andremo a vedere sono in tutto 8 divisi in Prima Serie (3 esercizi), Seconda Serie (3 esercizi) e Terza Serie (2 esercizi). E' bene non eseguire gli esercizi in modo "isolato": se non avete voglia o tempo per coprire l'intera successione potete limitarvi alla Prima Serie o alla Seconda Serie, oppure alle prime due serie, o, ancora, a una delle due serie a cui far seguire gli esercizi delle Terza Serie poiché la successione degli esercizi e graduale e consente di arrivare più preparati alle posizioni più impegnative. E' importante evitare di eseguire la Terza Serie isolatamente perché molto impegnativa e, di conseguenza, richiede una "preparazione" prima di essere eseguita.
La caratteristica fondamentale di questi esercizi è che si tratta di esercizi di posizione, cioè le dita rimangono al loro posto fino a quando non sono costrette a spostarsi per suonare un altra nota! Questa cosa è fondamentale perché il lavoro svolto sia redditizio e, inoltre, permette anche un interessante lavoro su impostazione della mano sinistra (destra per i mancini) e pulizia del suono.
Gli esercizi richiedono un suono pulito: nessuna sbavatura, nessuna nota poco definita o a volume minore delle altre. Inoltre dovete tenerela mano sulla tastiera il più possibile rilassata, non irrigiditevi e non usate più forza della necessaria (che per inciso non dovrebbe essere molta): se così non fosse, significa che non siete ancora pronti per quel tipo di allargamento e quindi consiglio di utilizzare posizioni più alte, che sono più agevoli.
Gli esercizi di stretching sono tanto più effici quanto più lentamente suonate perché è il mantenimento della posizione che risulta allenante: è per questo che l'esercizio si svolge con un metronomo molto lento (40 bpm).
Nelle tabulature gli esercizi partono tutti dalla decima posizione, ma sentitevi liberi di partire da posizioni più alte se fate troppa fatica o se lo sforzo richiesto è troppo elevato.
Gli esercizi andrebbero prtati progressivamente in prima posizione a meno che non usiate strumenti dalla scala molto lunga (ad esempio chitarre baritone o bassi elettrici).
Per coloro che invece, avvantaggiati dal fatto di avere mani molto grandi e le dita molto lunghe, per i quali gli esercizi non costituiscano stimolo allenante neanche in prima posizione, possono lasciare due tasti di distanza anziché uno. Se anche così non avvertite nessuna sensazione di allungamento, allora non vi serve fare stretching!
Passiamo ora in dettaglio a vedere gli esercizi.
Prima Serie
Primo Esercizio: c'è sempre un tasto libero tra indice e medio. L'esercizio va ripetuto scalando ogni volta di una posizione fino ad arrivare alla prima o fino a quando in una posizione non riuscite più ad ottenere un suono pulito ed un esecuzione fluida e senza fatica. Muovendosi dai bassi ai cantini bisogna prestare più attenzione perché, dovendo lasciare le dita in posizione (è importantissimo questo apetto), si rischia di stoppare la corda inferiore.
Secondo Esercizio: come per il primo esercizio, ma la divaricazione è tra anulare e mignolo.
Terzo Esercizio: come per i precedenti, ma la divaricazione è tra medio e anulare.
Seconda Serie
Primo Esercizio: la sequenza è, questa volta, discendente, e c'è sempre un tasto libero tra indice e medio. L'esercizio va ripetuto scalando ogni volta di una posizione fino ad arrivare alla prima o fino a quando in una posizione non riuscite più ad ottenere un suono pulito ed un esecuzione fluida e senza fatica. Ovviamente in questo caso non posso lasciare le dita in posizione dopo aver suonato la nota, quindi si procede nel seguente modo: si parte dalla prima corda con le dita già in posizione; si inizia suonando la nota tenuta dal mignolo; quindi spostate il mignolo sulla seconda corda e suonate contemporaneamente la nota tenuta dall'anulare... e così via. Una volta suonata la nota tenuta dall'indice, spostatelo sulla seconda corda suonando contemporaneamente la nota tenuta dal mignolo sulla seconda corda. continuate così fino a comletare l'esercizio.
Secondo Esercizio: come per il primo esercizio di questa serie, ma la divaricazione è tra anulare e mignolo.
Terzo Esercizio: come per i precedenti della serie, ma la divaricazione è tra medio e anulare.
Terza Serie
Arpeggi estesi: si inizia da una posizione in cui le dita sono tenute su tasti contigui e all'inizio tutte le dita si trovano posizionate sulla tastiera. Quando è necessrio si sposta il dito che si deve muovere posizionandolo sulla tastira e facendo attenzione a non "perdere" il tempo e lo si tiene in posizione fino a quando non lo si veve muovere nuovamente. Man mano che ci prosegue si introduce una divaricazione tra indice e medio, poi tra anulare e mignolo e infine tra medio e anulare. Come per i precedenti si deve portare l'esercizio in prima posizione o in una posizione dove non riuscite più ad ottenere un suono pulito ed un esecuzione fluida e senza fatica.
Esercizio del ragno allargato: questo esercizio è quello più difficile (per questo è l'ultimo che deve essere eseguito): è molto difficile far suonare bene tutte le note e dovete evitare di irrigidirvi perché avreste un risultato opposto a quello cercato. In questo caso se e fino a quando ci riuscite, non dovreste mai tenere meno di due dita contemporaneamente poggiate sulle corde. La variabilità dipende da due fatti: contrariamente agli esercizi precedenti spesso è necessario sollevare più di un dito per suonare correttamente le note e, su certe tastiere, è fisicamente impossibile, in c erti passaggi, tenere tutte le dita in posizione. Anche qui l'esercizio va ripetuto scalando ogni volta di una posizione fino ad arrivare alla prima o fino a quando in una posizione non riuscite più ad ottenere un suono pulito ed un esecuzione fluida e senza fatica.
Per concludere, badate, mentre studiate questi esercizi, ai segni di indurimento e non esagerate. Se trovate delle difficoltà è perché la vostra escursione articolare è limitata e migliorerà con l'esercizio, quindi ponetevi obbiettivi ragionevoli e non stra-fate. Avete mai visto Vai, Satriani, Petrucci e compagnia irrigidirsi o diventare "brutti" quando suonano? No, e questo perché la semplicità e il rilassamento (che si traduce in "facilità") è il marchio dei grandi.
Ricordatevi anche che questi esercizi fatti una volta o una volta al mese non dano risultati ma vanno eseguiti almeno due volte a settimana, fino ad arrivare a quattro o cinque, sempre seguendo alla lettera tutte le inicazioni che ho riportato.
Ciao






