Lo stretching è una tecnica molto semplice che però, se fatta bene, si può ripequetere nelle nostre capacità di suonare lo strumento in modo molto efficace.
Premetto che sono il primo a rendersi conto di come "insegnare" (le virgolette le metto perchè, come sapete, non mi piace pormi con questo appellativo) lo stretching attraverso un forum (e lo dico perché io stesso ho appreso gran parte di questo da libri e ho sperimentato io stesso queste difficoltà) sia cosa ardua e quindi vi prego di:
A. seguire alla lettera le indicazioni che vi do in quanto, come sempre, certe tecniche possono rivelarsi un arma a doppio taglio se fatte alla verga di canis lupus familiaris;
B. scrivere, per qualunque dubbio, sullo svolgimento dell'esercizio/i.
Innanzi tutto, vi stupirete, ma lo stretching non serve solo ad "allungare i muscoli". Certo, viene eseguito con questo scopo, ma ci si dimentica, o magari non si sa, che questa pratica porta con se altri benefici. Vediamo quali:
1. l'aumento dell'allungabilità muscolare, con conseguente aumento dell'ampiezza del movimento, porta anche ad una diminuzione dello sforzo muscolare necessaria a compiere tale movimento che si traduce in maggiore velocità, maggiore resistenza e maggiore "margine di sicurezza" durante l'esecuzione;
2. aumenta la scioltezza;
3. aumenta la sensibilità propriocettiva e, come conseguenza, la coordinazione neuromuscolare;
4. stimola le ghiandole sinoviali (che producono il nostro lubrificante tenoarticolare);
5. riduce la possibilità di infiammazioni tentinee e articolari;
6. diminuisce la calcificazione articolare;
7. diminuisce la fatica muscolare dopo uno sforzo;
8. diminuisce l'intorpidimento muscolare da lavoro (che non è altro che la diminuzione "temporanea" delle nostre abilità tecniche dopo aver stancato la mani portando grossi pesi o dopo essersi allenati in palestra).
Tutto questo porta anche, ma sono conseguenze delle cose elencate in precedenza, ad aumentare la fluidità e la velocità di esecuzione.
Lo stetching è una pratica che può essere eseguita sia prima di suonare, che dopo aver suonato, ma anche in un momento a se stante: ognuno di questi "momenti", porta a risultati differenti.
Se utilizzato prima di suonare (e uno degli esercizi per il riscaldamento senza strumento era proprio un esercizio di stretching), ci "prepara" alla nostra attività; se fatto dopo aver suonato ci aiuta a smaltire la fatica in modo più rapido e a terminare "l'impegno" musicale in modo più graduale (terminare qualunque attività fisica in modo brusco non è cosa utile).
Si può, però, anche fare stretching per fare... stretching che è il tipo di pratica a cui mi riferisco con questi esercizi e che più di tutte porta ai benefici di cui parlavo prima.
Terminiamo la serie di necessarie (OK, lo dico io: anche noiose
1. rimanere sempre concentrati e attenti quando eseguite queste tecniche come se le faceste per la prima volta (sappiamo tutti che dopo un periodi iniziale, in cui la cosa è nuova, si tende a fare certe cose meccanicamente introducendo, senza accorgercene, deleterie variazioni nell'impostazione e nei gesti);
2. fare questi esercizi sempre essendo ben caldi (si possono fare dopo aver suonato oppure dopo un riscaldamento generale senza strumento).
E ora veniamo, finalmente, agli esercizi:
ESERCIZIO 1: Flessioni dorsali individuali con flessione palmare della mano
Da seduti (comodi e rilassati) poggiate il dorso della mano destra verso il ginocchio sinistro in flessione plantare (cioè con il palmo della mano verso l'avambraccio). Fatto questo, portiamo le dita (una alla volta pollice escluso) in flessione dorsale (il dorso delle dita tende ad appoggiarsi sul ginocchio).
Dovete trovare il giuso punto di equilibrio tra comodità e possibilità di allungamento: una posizione alta porta ad una maggiore difficolta a tenere il polso flesso (la funzione del ginocchio è proprio quella di tenere la mano flessa senza usare i muscoli dell'avabraccio) ma ad un maggiore spazio per l'allungamento e viceversa.
Da fare, naturalmente, per entrambe le mani.
ESERCIZIO 2: Flessioni dorsali contemporanee delle dita con flessione dorsale della mano
E' quella spiegata nel topic "Il riscaldamento senza strumento". Per comprendere come fare, fate riferimento all'immagine e alla spiegazione che trovate qui: il-riscaldamento-senza-strumento-t4932.html.
Anche qui, da fare per entrambe le mani.
ESERCIZIO 3: Abduzioni e adduzioni del pollice
Mano destra rilassata e aperta, polso dritto e rilassato con il pollice staccato dalle altre dita. Con la mano sinistra lo tendiamo dolcemente in modo da allontanarlo dalle altre dita (e di avvicinarlo all'avambraccio destro) tenendolo in linea con il palmo (non dovete perciò mandarlo néa destra né a sinistra). Tenete rilassata la mono destra, non flettete il polso e non divaricate le altre dita.
Trascorso il tempo deciso, lasciate andare dolcemente il pollice e, con il palmo della mano sinistra, accompagantelo verso il palmo di quella destra. Qui la pressione va eseguita sull'osso che si innesta sul palmo e non sulle falangi.
Terminato il tempo deciso, passate alla terza fase che è identica a questa ma con il pollice "schiacciato" verso il dorso della mano. Soprattutto in questa fase (anche nelle altre, ma qui con maggiore attenzione) attenti a non irrigidire il polso destro.
Da fare per entrambe le mani.
ESERCIZIO 4: Flessioni dorsali e individuali delle dita
Polso destro morbido e rilassato con la mano in asse con l'avambraccio. Utilizzando 4 dita della mano sinistra esercitate una leggera pressione sul dito indice della destra senza arcuarlo e facendolo flettere alla base. Fermatevi dove arrivate senza provare dolore e, quando decidete, rilascatelo dolcemente senza farlo "cattare". Fatelo per tutte le dita (pollice escluso) e poi cambiate mano. dovete evitare di flettere o indurire il polso delle due mani (sia della destra che della sinistra) perché sia efficace.
ESERCIZIO 5: Supinazioni della mano
Prendete la mano destra rilassata e perfettamente in linea con il poslo tra le dita della sinistra in modo che il metacarpo del pollice destro si trovi tra indice e medio della sinistra. Ruotate dolcemente la mano destra facendo forza con il pollice della sinistra ma facendo attenzione a non esagerare (non dovete provare dolore!). Rilasciatela ma non di colpo ed evitate la flessione plantare: la mano deve restare ben allineata con l'avambraccio.
Anche questo esercizio è da fare per entrambe le mani.
Anche per questi esercizi non c'è un tempo prestabilito che determina la durata, decidetela voi evitando di stancarvi (ma anche di annoiarvi!).
Ciao
P.S.: come sempre, chiunque voglia contribuire con altri esercizi di questo tipo, è libero di farlo e il suo contributo e ben accetto.
P.P.S: i miei potenti mezzi mi impediscono, almeno per oggi, di pubblicare qualche foto esplicativa per cui ho cercato di essere il più chiaro ed esaustivo possibile nella spiegazione. Cercherò, soprattutto per l'esercizio 5 (ma anche per gli altri se è richiesto) di allegare delle immagini nei prossimi giorni.




Un articolo che si vorrebbe pubblicato anche sulle Riviste specializzate,ma che non ho mai letto!! Un bel lavoro veramente:utile,utilissimo!! Grazie e complimenti. Ciao. A



