di Caste » mercoledì 7 dicembre 2011, 20:01
In alcuni contesti e per alcuni generi, lo studio degli argomenti teorici, anche avanzati, è innegabilmente utile e, a volte, anche necessario... Ma lo è anche la pratica! Si possono conoscere tutti i concetti teorici del mondo, ma finché non ci si è fatti una precisa idea del "come suona", in modo da utilizzare coscientemente (e intendo dire: "suono quella scala su quell'accordo perché voglio dare quella sensazione" e non "suono quella scala su quell'accordo perché è scritto sul libro) i concetti assimilati, si ha solo sprecato tempo.
In ogni caso, i libri da "ospedale psichiatrico" che hai citato, oltre ad essere molto conosciuti da chi studia/suona il sax, sono anche molto complessi. In particolare il "Thesaurus" di Slonimsky (o meglio il Thesaurus of Scales and Melodic Patterns di Nicolas Slonimsky), è un testo pensato per abituare i musicisti a generare fraseggi (utile anche in senso compositivo) che diventa un'ottima ginnastica mentale (un "vitaminico per la creatività" se vogliamo...), ma non è il classico libro per chitarristi dove trovare patterns già pronti da suonare, magari limitandosi a spostarli di tonalità, sulle progressioni II-V-I... Altamente sconsigliato se non si vuole indossare una camicia di forza!
Di conseguenza, penso che anche questo può essere "studiare chitarra", ma non si tratta di roba per tutti, perché se vuoi suonare blues come B. B. King (che, tra l'altro, è un gran bel suonare), studiare certe cose sarebbe solo tempo perso. E poi non dimentichiamo che studiare tutte queste cose, alla fin della fiera, non significa anche saper suonare... come dice Paolo Cevoli: Fatti, non pugnette!
Ciao