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Scale e modi: sweep patterns si o no?

In questa sezione potete discutere sulla parte Tecnica e Teorica dello strumento.

Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi jekyrock » lunedì 11 luglio 2011, 17:18

Caste ha scritto:Partiamo dal fatto che la tua progressione di accordi è in tonalità di SOL maggiore, quindi suonando le note della scala di SOL maggiore (SOL, LA, SI, DO, RE, MI, FA#) suoi tutte note che "non stonano" (le virgolette le spiegherò dopo).
Non si tratta tanto su che scala suonare ma che note posso suonare per non avere dissonanze non volute.
La tua domanda richiede una spiegazione approfondita e la necessità di parlare, anche se lo farò in modo superficiale dei modi.

Con la tua domanda: "Poniamo di voler improvvisare su un normale giro I IV V di sol (SOL, DO, RE, DO, SOL, diciamo...) nel modo Aeolian: tu come gestiresti i cambi?", cosa intendi con "modo Aeolian"? Usare unla scala di SOL Aeolian? Spero di no, perché sarebbe equivalenta a suonare le note della scala di SIb (SIb DO RE MIb FA SOL LA) sugli accordi di SOL, DO e RE l'effetto non è bello poiché per tutte ci sono delle dissonanze non di poco conto (il SIb e la terza minore rispetto a SOL ma il tuo accordo e maggiore, eccetera).

Suonare la scala Aeolian derivata dalla scala di SOL? Suoneresti, in pratica la scala di MI minore, che contiene le stesse note della scala di SOL maggiore ma le cui tendenze risolutive sono diverse (prendendo le note più consonanti, che sono la 1°, la 3°e la 5°, rispettivamente MI, SOL e SI, sull'accordo di SOL il Mi è la sesta, su quello di DO non ci sono grossi problemi, al massimo c'è il SI che è la 7° maggiore, sul RE, il MI è la 2°, il SOL è la 4° e il SI la 6°).

I modi sono l'argomento probabilmente più incompreso nel mondo dell’improvvisazione e specialmente nel mondo della chitarra. Il discorso è mooolto lungo e complesso, cercherò, però, di sintetizzarlo senza approfondire, per il momento, la questione, perché approfondire un argomento sul quale c'è già confusione rischia solo di complicare ancora di più le cose.

Dicevo più in su che la tua progessione di accordi e in tonalità di SOL e quindi posso suonarci sopra tutte le note della scala di SOL maggiore e questa scala prende il nome dalla tonica di riferimento. Cosa significa questo?
Tutte le note della scala si riferiscono ad una tonica, cioè un "suono portante" attorno al quale gravitano tutti gli altri: anche se in modo molto sintetico questo è il concetto di "sistema tonale". Questo sistema è in parte basato su leggi matematiche (la serie armonica dei suoni) ed in parte su fattori culturali che si sono delineati con il tempo e che cvariano nel tempo.
Una scala è un serie di suoni, ovvero una serie di intervalli, ben determinata: prenderemo in esame la scala maggiore per trarre le nostre osservazioni. Prendendo il tuo esempio, abbiamo dato alla scala suddetta una tonica (SOL) con quale le altre note della scala avranno delle relazioni di consonanza e dissonanza.

Proviamo a suonare questa scala su un pedale di SOL: è facile notare, a meno che non ci siano problemi di sordità : Chessygrin : , che alcune note suoneranno in maniera più "morbida" (o per usare un termine più corretto "consonante") e altre meno (il termine più corretto è "dissonante"). Ad esempio una nota più consonante rispetto al SOL sarà la quinta, il RE, mentre la settima, il FA# o la seconda, il LA, sono più dissonanti.
Se cambiamo il pedale e suoniamo un MI al basso. Suoniamo sempre le stesse note della scala di SOL su questo nuovo pedale. Le note sono le stesse ma la loro sonorità è molto diversa: hanno acquistato un diverso colore.
Di fatto è cambiata la loro funzione armonica al variare del pedale da SOL a MI. Il RE che avevamo suonato prima, ad esempio ora è meno consonante rispetto a prima. Potremmo continuare così cambiano il pedale su cui suoniamo la scala di SOL maggiore).

Questo ci fa capire come la tonica sia l'elemento che determina l'organizzazione dei suoni della scala. Il tutto deriva dalla nostra percezione degli armonici che scaturiscono dalla tonica. I primi armonici saranno le note più consonanti, mentre quelli più lontani corrisponderanno ai suoni dissonanti.

Si può, quindi, pensare che tutti e tre i modi relativi ai tuoi accordi (SOL, DO, RE) potrebbero essere sintetizzati nella scala di SOL maggiore e in generale questo è vero, dopotutto si tratta degli stessi suoni. Quello che cambia è però il modo in cui questi suoni entrano in relazione tra loro e soprattutto il modo in cui cambiano le loro tendenze risolutive. Si arriva quindi al concetto di tonalità modale: nel "concetto modale", quindi, ogni grado, facendo capo ad una propria scala, diviene tonica del proprio modo.

Non bisogna ragionare accordo = scala, ma accordo = tonalità a cui appartiene = scala tonale o eventualmente delle varianti!
Basare l'improvvisazione sul rapporto accordo = scala non è corretto. Il miglior rapporto deve essere note dell'accordo - note NON dell'accordo, cioè tensione - risoluzione, inside - outside, dentro - fuori.

Quindi, nella progressione fatta con gli accordi di SOL, DO e RE, si dovrebbe usare le scale di SOL Iondian, DO Lydian e RE Mixolydian in corrispondenza dei vari accordi, tenendo presente quali sono le consonanze e dissonanze dei tre modi. Dico dovrebbe, perchè questa progressione di accordi è evidentemente tonale, visto che il suo centro è il SOL.

Una base modale, invece, è quella che è formata, ad esempio, dalle triadi maggiori di LAb (LAb, DO e MIb) e SIb (SIb, RE, FA), suonate su un pedale di DO, su cui suono DO eolio, o come l'abbiamo chiamato fino adesso Aeolian, (struttura T-S-T-T-S-T-T, quindi le note sono: DO, RE, MIb, FA, SOL, LAb, SIb e DO) dove da LAb avremo terza e sesta minore mentre da SIb settima minore, nona e undicesima.

Spero di essere stato abbastanza chiaro. In ogni caso per dubbi e domande scrivi, o scrivete se altri si avventurano nella lettura, pure e, non appena avrò tempo, risponderò.
Ciao

P.S.: Ancora un'utile osservazione. I sette modi possono essere ordinati in baso ad un grado di "brillantezza" che va dal lidio al locrio, e cioè: Lidio (Lydian) - Ionico (Iondian) - Misolidio (Mixolydian) - Dorico (Dorian) - Aeolio (Aeolian) - Frigio (Phrygian) - Locrio (Locrian). Ascoltando nella suddetta sequenza questi modi suonati su uno stesso pedale si può notare come il lidio sia il più aperto e brillante e come si vada man mano verso una sonorità più cupa fino ad arrivare al locrio.

Sto iniziando a non sopportarti....... : Andry : : Andry : :lol:
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi jekyrock » lunedì 11 luglio 2011, 17:19

BrandonLiar ha scritto:Non posso aiutarti....io tutto quello che so l'ho imparato ad orecchio eheheh....ma ce n'è di gente che potrà aiutarti nel forum!!!!

Eh eh siamo in 2 (non ho imparato proprio tutto ad orecchio....la maggior parte) : Chessygrin :
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi TheOrion » lunedì 11 luglio 2011, 18:02

Fez ha scritto:
naikol66 ha scritto:Ciao Chitarristi,
devo farvi una confessione, ma non spargete la voce: Caste... si, il tipo che scrive tutta quella roba lì...... è scappato da "Area 51"!!!!!!!!!
Non è umano......
Non ditelo però, altrimenti se lo riprendono e noi poi come facciamo? :)
Scherzi a parte le tue lezioni (perchè nasconderlo, sono vere e proprie lezioni,perbacco!)sono sempre interessanti ed esaustive.
E poi si "legge" la passione che metti e la dedizione che hai per questo fantastico strumento e questo, secondo me, aumenta l'attenzione per la lettura.
Grazie di tutto.
Ciao
Nic


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Concordo! Caste, tutto chiaro, credo di aver afferrato. Faccio qualche prova e poi ti dico. Stasera mi preparo le basi con guitar pro
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Caste » lunedì 11 luglio 2011, 19:14

Fez ha scritto:Secondo me non esagera per niente : Thumbup :

TheOrion ha scritto:Concordo! Caste, tutto chiaro, credo di aver afferrato. Faccio qualche prova e poi ti dico. Stasera mi preparo le basi con guitar pro

Ibanez1550 ha scritto:Anche secondo me, perché è vero che conosco le varie scale e le inserisco diciamo ad intuito o ad orecchio, però avere della teoria che in fin dei conti non si riesce a trovare neanche su internet non è male saperla. Ho provato a navigare e molti talentuosi che insegnano sia sul tubo o in altri siti si fanno solo della grande pubblicità per farsi vedere quanto sono bravi, ma poi in sostanza non ti spiegano nulla sulla tecnica. Perché a copiare sono bravo ma a capire il perché la si suona così, non sono affatto bravo. Quindi l'associazione fra talento e Sapere è sempre molto utile, e per fortuna che Caste mi dà una mano. Grazie ancora. La condivisione del proprio tempo è sempre Donazione. : Thumbup :

Siete tutti troppo gentili ragazzi. : Thanks :
Sul fatto che di teoria fatta come si deve se ne trova poca su internet, io credo che dipenda fondamentalmente da 3 fattori:
1) la chitarra è uno strumento che richiede grande dedizione e allenamento per migliorare da un punto di vista tecnico;
2) negli altri strumenti, dove lo studio è molto più spesso svolto con un insegnante, lo studio della teoria è fatta con il proprio maestro e, di conseguenza, i dubbi vengono risolti con il suo aiuto (dopo tutto lo si paga pe qualche motivo) e non attraverso il web;
3) si è, in passato, esaltato un certo modo di suonare incentrato più sulle capacità tecniche (la cosiddetta "body-building guitar" : Weight lift : ) che sulla "qualità".
Mi spiego meglio per non essere frainteso: la grande quantità dei chitarristi (non tutti, ma moltissimi) che vogliono essere qualcosa in più che un chitarrista da spiaggia (senza offesa ai chitarristi da spiaggia, sia chiaro), viene affascinato dal "mito della velocità", mito nato, fondamentalmente, perché la chitarra richiede un sforzo di apprendimento, per raggiungere velocità anche solo discrete, che non è paragonabile a nessun altro strumento. Questo, unito ad un certo concetto di guitar-hero (quello per cui la bravura di un chitarrista si misura in note al secondo), fa si che molti si concentrino solo sull'aspetto tecnico trascurando, se non tralasciando, l'aspetto teorico.

Tutti questi fattori, sono quelli alla base del fatto che, per mia esperienza, moltissimi maestri di chitarra insegnano tantissima tecnica ai propri alievi (tecnica che fondamentalmente uno può costruirsi anche da solo se gli vengono forniti i giusti input) e lasciano ad essi l'approfondimento teorico (che vedo a volte è carente anche negli stessi insegnanti) che, per sua natura, richiederebbe invece un aiuto per comprenderla veramente a fondo.

Questo non fa altro, secondo me, che perpetuare un "squilibrio" tra conoscenze tecniche e teorico/armoniche che è assente in altri strumenti: nascono così chitarristi che fanno 1000 note al secondo ma che suonano sempre le stesse cose in qualunque contesto li inserisci (tipo chitarristi che fanno l'assolo sulle canzoni di Battisti in tapping a 8 dita o sweppando, dall'inizio alla fine dello stesso, in sestine di semicrome fermandosi solo quando il tempo dell'assolo è finito... e purtroppo ne ho visti e ne vedo molti)... insomma, il classico esempio di chitarrista che ha paura delle pause!

Sia chiaro che, innanzi tutto, non mi ritengo un chitarrista migliore rispetto a nessun altro (e questo deve essere chiarissimo), non mi elevo a super esperto di teoria musicale e non disprezzo che un chitarrista si impegni a migliorare da un punto di vista tecnico/velocistico (io stesso sono stato, in passato, uno di quei chitarristi più impegnati a suonare semicrome a 240 bpm che a fare attenizione alle note che suonavo), ma ritengo che sia poco furbo non dedicare un po' di tempo a studiare un po' di teoria, anche perché, diciamoci la verità, le nozioni da sapere non sono moltissime (a nessuno viene chiesto di diventare un esperto di armonia!) e queste poche ci possono permettere di dare qualcosa in più, piuttosto che qualcosa in meno.

Vorei però sottolineare che questo non vuol dire che non si possa essere dei grandi chitarristi anche senza nozioni tecnico/teoriche "avanzate", ma ritengo che, se queste vengono utilizzate con intelligenza allo scopo di raggiungere il fine ultimo (che è quello di COMUNICARE qualcosa all'ascoltatore), di certo impararle non è una cosa negativa.

Sono sempre a vostra disposizione per qualunque tipo di approfondimento o chiarimento su gli argomenti su cui ho scritto o su cui non ho scritto ma vorreste trattare (naturalmente se sono in grado di rispondervi : Chessygrin : ).
Ciao
P.S.:
jekyrock ha scritto:Sto iniziando a non sopportarti....... : Andry : : Andry : :lol:

Ti svelerò un segreto... anch'io non mi sopporto più! : Chessygrin :
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Shaani » lunedì 11 luglio 2011, 21:53

Caste ha scritto:Ti svelerò un segreto... anch'io non mi sopporto più! : Chessygrin :
:lol: :lol: :lol: :lol:
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi TheOrion » martedì 12 luglio 2011, 1:35

Semicrome a 240 bpm, praticamente la velocità del suono!
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Ibanez1550 » martedì 12 luglio 2011, 14:30

Caste ha scritto:Vorei però sottolineare che questo non vuol dire che non si possa essere dei grandi chitarristi anche senza nozioni tecnico/teoriche "avanzate", ma ritengo che, se queste vengono utilizzate con intelligenza allo scopo di raggiungere il fine ultimo (che è quello di COMUNICARE qualcosa all'ascoltatore), di certo impararle non è una cosa negativa.


Infatti credo che prima o poi arrivi a tutti la curiosità di capire cosa si sta suonando, anche quando si smanetta a destra e a manca sulla tastiera della chitarra. :wink:
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