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Scale e modi: sweep patterns si o no?

In questa sezione potete discutere sulla parte Tecnica e Teorica dello strumento.

Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi TheOrion » mercoledì 6 luglio 2011, 13:06

Ecco, ora so che sto per fare una domanda sciocca, ma ci provo ugualmente.

Studiando scale e modi ho notato che ci sono diverse scuole di pensiero sul come eseguirli sulla tastiera. Personalmente, ho sempre seguito le canoniche 5 posizioni dei modi, ad esempio, che alternano corde con 3 plettrate a corde con 2 plettrate.

Mano mano che la velocità aumenta, mi rendo conto che mi sarebbe più comodo suonare sempre 3 note per corda e al proposito ho iniziato a guardare le posizioni sweep ma... se per esempio per un dato modo suonato non-sweep trovo sempre 5 posizioni sulla tastiera, di posizioni sweep ne trovo sempre una.

Perché? Come faccio a passare da 'una posizione all'altra facendo tree note per corda?' e voi quando improvvisate o componete utilizzate quale dei due metodi?
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi BrandonLiar » mercoledì 6 luglio 2011, 13:58

Non posso aiutarti....io tutto quello che so l'ho imparato ad orecchio eheheh....ma ce n'è di gente che potrà aiutarti nel forum!!!!
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Caste » mercoledì 6 luglio 2011, 15:02

A parte che non ho capito cosa intendi per "posizioni sweep", e chiaro che, per questione di ripetitività del movimento, può risultare comodo suonare le scale a tre note per corda. Questi sono i 7 pattern dei modi fatti a 3 note per corda.
Posizioni_Modi.jpg

Ogni posizione corrisponde ad una nota della scala maggiore. Prendendo in considerazione la scala di DO maggiore, le scale vanno eseguite partendo dalle note:
- Iondian --> DO;
- Dorian --> RE;
- Phrygian --> MI;
- Lydian --> FA;
- Mixolydian --> SOL;
- Aeolian --> LA;
- Locrian --> SI.
Naturalmente usando un altra scala, le posizioni si muovono di conseguenza (se prendi la scala di SOL maggiore la corrispondenza sarà: Iondian --> SOL, Dorian --> LA, Phrygian --> SI, Lydian --> DO, Mixolydian --> RE, Aeolian --> MI, Locrian --> FA# e così via).
Per rispondere alla tua domanda, io quando suono non penso alle posizioni delle scale, ma alle note che sto o devo suonare.
Ciao
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi naikol66 » mercoledì 6 luglio 2011, 15:32

Ciao,
le scale indicate da Caste sono quelle più utilizzate per comodità (forse) e TheOrion, mi pare di capire, utilizza scale "alternative", come è giusto che sia (secondo me).
Per fare un esempio, se ho capito bene, la scala maggiore (ionica) lui la suona anche così

----I-1--I- 2--I----I----I----I
----I-----I-2--I----I-4--I----I
----I--1- I----I-2--I--4--I----I
----I--1--I----I-3--I--4--I----I
----I--1--I-2--I----I--4--I----I
----I-----I-2--I----I--4--I----I

Se ho capito la sua domanda,e parlando molto semplicemente,io utilizzo sia le scale con 3 note per corda che alternate, perchè mi abituo a molteplici situazioni e posizioni della mano:a quel punto hai più alternative, possibilità e più varietà di suoni e soluzioni.
Ciao
Nic
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi TheOrion » mercoledì 6 luglio 2011, 16:14

naikol66 ha scritto:Ciao,
le scale indicate da Caste sono quelle più utilizzate per comodità (forse) e TheOrion, mi pare di capire, utilizza scale "alternative", come è giusto che sia (secondo me).
Per fare un esempio, se ho capito bene, la scala maggiore (ionica) lui la suona anche così

----I-1--I- 2--I----I----I----I
----I-----I-2--I----I-4--I----I
----I--1- I----I-2--I--4--I----I
----I--1--I----I-3--I--4--I----I
----I--1--I-2--I----I--4--I----I
----I-----I-2--I----I--4--I----I

Se ho capito la sua domanda,e parlando molto semplicemente,io utilizzo sia le scale con 3 note per corda che alternate, perchè mi abituo a molteplici situazioni e posizioni della mano:a quel punto hai più alternative, possibilità e più varietà di suoni e soluzioni.
Ciao
Nic


Nic, esattamente. il problema è che questi pattern hanno 2 e 3 pick su ogni corda e io preferirei, per mia comodità e per mia inesperienza (sto ancora imparando molto, ho iniziato a studiare non più di 1 anno fa da autodidatta hobbista) usare dei pattern fissi, di posizione mobile, e migliorarli al meglio possibile "trasponendoli" sulla tastiera in modo da dover memorizzare, in testa e nelle dita, il meno possibile per POI aumentare le mie conoscenze partendo da una capacità di base solida.

Caste, grazie mille davvero, mi è tutto quasi chiaro.
Una domanda. Poniamo di voler improvvisare su un normale giro I IV V di sol (SOL, DO, RE, DO, SOL, diciamo...) nel modo Aeolian: tu come gestiresti i cambi? cosa suoneresti? Come ti muoveresti sulla tastiera? un esempio pratico mi sarà illuminante. Io personalmente, dopo aver suonato le prime 4 battute improvvisando su un pattern aeolian al terzo tasto non saprei cosa fare e, probabilmente sbagliando, suonerei di nuovo un pattern aeolian in do, mentre se suonassi con le V posizioni di una pentatonica, suonerei le note in pattern della IV posizione. help, insomma...
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Caste » giovedì 7 luglio 2011, 10:50

Partiamo dal fatto che la tua progressione di accordi è in tonalità di SOL maggiore, quindi suonando le note della scala di SOL maggiore (SOL, LA, SI, DO, RE, MI, FA#) suoi tutte note che "non stonano" (le virgolette le spiegherò dopo).
Non si tratta tanto su che scala suonare ma che note posso suonare per non avere dissonanze non volute.
La tua domanda richiede una spiegazione approfondita e la necessità di parlare, anche se lo farò in modo superficiale dei modi.

Con la tua domanda: "Poniamo di voler improvvisare su un normale giro I IV V di sol (SOL, DO, RE, DO, SOL, diciamo...) nel modo Aeolian: tu come gestiresti i cambi?", cosa intendi con "modo Aeolian"? Usare unla scala di SOL Aeolian? Spero di no, perché sarebbe equivalenta a suonare le note della scala di SIb (SIb DO RE MIb FA SOL LA) sugli accordi di SOL, DO e RE l'effetto non è bello poiché per tutte ci sono delle dissonanze non di poco conto (il SIb e la terza minore rispetto a SOL ma il tuo accordo e maggiore, eccetera).

Suonare la scala Aeolian derivata dalla scala di SOL? Suoneresti, in pratica la scala di MI minore, che contiene le stesse note della scala di SOL maggiore ma le cui tendenze risolutive sono diverse (prendendo le note più consonanti, che sono la 1°, la 3°e la 5°, rispettivamente MI, SOL e SI, sull'accordo di SOL il Mi è la sesta, su quello di DO non ci sono grossi problemi, al massimo c'è il SI che è la 7° maggiore, sul RE, il MI è la 2°, il SOL è la 4° e il SI la 6°).

I modi sono l'argomento probabilmente più incompreso nel mondo dell’improvvisazione e specialmente nel mondo della chitarra. Il discorso è mooolto lungo e complesso, cercherò, però, di sintetizzarlo senza approfondire, per il momento, la questione, perché approfondire un argomento sul quale c'è già confusione rischia solo di complicare ancora di più le cose.

Dicevo più in su che la tua progessione di accordi e in tonalità di SOL e quindi posso suonarci sopra tutte le note della scala di SOL maggiore e questa scala prende il nome dalla tonica di riferimento. Cosa significa questo?
Tutte le note della scala si riferiscono ad una tonica, cioè un "suono portante" attorno al quale gravitano tutti gli altri: anche se in modo molto sintetico questo è il concetto di "sistema tonale". Questo sistema è in parte basato su leggi matematiche (la serie armonica dei suoni) ed in parte su fattori culturali che si sono delineati con il tempo e che cvariano nel tempo.
Una scala è un serie di suoni, ovvero una serie di intervalli, ben determinata: prenderemo in esame la scala maggiore per trarre le nostre osservazioni. Prendendo il tuo esempio, abbiamo dato alla scala suddetta una tonica (SOL) con quale le altre note della scala avranno delle relazioni di consonanza e dissonanza.

Proviamo a suonare questa scala su un pedale di SOL: è facile notare, a meno che non ci siano problemi di sordità : Chessygrin : , che alcune note suoneranno in maniera più "morbida" (o per usare un termine più corretto "consonante") e altre meno (il termine più corretto è "dissonante"). Ad esempio una nota più consonante rispetto al SOL sarà la quinta, il RE, mentre la settima, il FA# o la seconda, il LA, sono più dissonanti.
Se cambiamo il pedale e suoniamo un MI al basso. Suoniamo sempre le stesse note della scala di SOL su questo nuovo pedale. Le note sono le stesse ma la loro sonorità è molto diversa: hanno acquistato un diverso colore.
Di fatto è cambiata la loro funzione armonica al variare del pedale da SOL a MI. Il RE che avevamo suonato prima, ad esempio ora è meno consonante rispetto a prima. Potremmo continuare così cambiano il pedale su cui suoniamo la scala di SOL maggiore).

Questo ci fa capire come la tonica sia l'elemento che determina l'organizzazione dei suoni della scala. Il tutto deriva dalla nostra percezione degli armonici che scaturiscono dalla tonica. I primi armonici saranno le note più consonanti, mentre quelli più lontani corrisponderanno ai suoni dissonanti.

Si può, quindi, pensare che tutti e tre i modi relativi ai tuoi accordi (SOL, DO, RE) potrebbero essere sintetizzati nella scala di SOL maggiore e in generale questo è vero, dopotutto si tratta degli stessi suoni. Quello che cambia è però il modo in cui questi suoni entrano in relazione tra loro e soprattutto il modo in cui cambiano le loro tendenze risolutive. Si arriva quindi al concetto di tonalità modale: nel "concetto modale", quindi, ogni grado, facendo capo ad una propria scala, diviene tonica del proprio modo.

Non bisogna ragionare accordo = scala, ma accordo = tonalità a cui appartiene = scala tonale o eventualmente delle varianti!
Basare l'improvvisazione sul rapporto accordo = scala non è corretto. Il miglior rapporto deve essere note dell'accordo - note NON dell'accordo, cioè tensione - risoluzione, inside - outside, dentro - fuori.

Quindi, nella progressione fatta con gli accordi di SOL, DO e RE, si dovrebbe usare le scale di SOL Iondian, DO Lydian e RE Mixolydian in corrispondenza dei vari accordi, tenendo presente quali sono le consonanze e dissonanze dei tre modi. Dico dovrebbe, perchè questa progressione di accordi è evidentemente tonale, visto che il suo centro è il SOL.

Una base modale, invece, è quella che è formata, ad esempio, dalle triadi maggiori di LAb (LAb, DO e MIb) e SIb (SIb, RE, FA), suonate su un pedale di DO, su cui suono DO eolio, o come l'abbiamo chiamato fino adesso Aeolian, (struttura T-S-T-T-S-T-T, quindi le note sono: DO, RE, MIb, FA, SOL, LAb, SIb e DO) dove da LAb avremo terza e sesta minore mentre da SIb settima minore, nona e undicesima.

Spero di essere stato abbastanza chiaro. In ogni caso per dubbi e domande scrivi, o scrivete se altri si avventurano nella lettura, pure e, non appena avrò tempo, risponderò.
Ciao

P.S.: Ancora un'utile osservazione. I sette modi possono essere ordinati in baso ad un grado di "brillantezza" che va dal lidio al locrio, e cioè: Lidio (Lydian) - Ionico (Iondian) - Misolidio (Mixolydian) - Dorico (Dorian) - Aeolio (Aeolian) - Frigio (Phrygian) - Locrio (Locrian). Ascoltando nella suddetta sequenza questi modi suonati su uno stesso pedale si può notare come il lidio sia il più aperto e brillante e come si vada man mano verso una sonorità più cupa fino ad arrivare al locrio.
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi TheOrion » giovedì 7 luglio 2011, 15:27

Caste, grazie grazie e ancora grazie per aver scritto tutto questo per me. Veramente, grazie. Se mai dovessi avere bisogno di roba che concerne grafica e pubblicità sarai mio ospite ;)

Caste ha scritto:Partiamo dal fatto che la tua progressione di accordi è in tonalità di SOL maggiore, quindi suonando le note della scala di SOL maggiore (SOL, LA, SI, DO, RE, MI, FA#) suoi tutte note che "non stonano" (le virgolette le spiegherò dopo).
Non si tratta tanto su che scala suonare ma che note posso suonare per non avere dissonanze non volute.
La tua domanda richiede una spiegazione approfondita e la necessità di parlare, anche se lo farò in modo superficiale dei modi.

Con la tua domanda: "Poniamo di voler improvvisare su un normale giro I IV V di sol (SOL, DO, RE, DO, SOL, diciamo...) nel modo Aeolian: tu come gestiresti i cambi?", cosa intendi con "modo Aeolian"? Usare unla scala di SOL Aeolian? Spero di no, perché sarebbe equivalenta a suonare le note della scala di SIb (SIb DO RE MIb FA SOL LA) sugli accordi di SOL, DO e RE l'effetto non è bello poiché per tutte ci sono delle dissonanze non di poco conto (il SIb e la terza minore rispetto a SOL ma il tuo accordo e maggiore, eccetera).

Suonare la scala Aeolian derivata dalla scala di SOL? Suoneresti, in pratica la scala di MI minore, che contiene le stesse note della scala di SOL maggiore ma le cui tendenze risolutive sono diverse (prendendo le note più consonanti, che sono la 1°, la 3°e la 5°, rispettivamente MI, SOL e SI, sull'accordo di SOL il Mi è la sesta, su quello di DO non ci sono grossi problemi, al massimo c'è il SI che è la 7° maggiore, sul RE, il MI è la 2°, il SOL è la 4° e il SI la 6°).

I modi sono l'argomento probabilmente più incompreso nel mondo dell’improvvisazione e specialmente nel mondo della chitarra. Il discorso è mooolto lungo e complesso, cercherò, però, di sintetizzarlo senza approfondire, per il momento, la questione, perché approfondire un argomento sul quale c'è già confusione rischia solo di complicare ancora di più le cose.

Dicevo più in su che la tua progessione di accordi e in tonalità di SOL e quindi posso suonarci sopra tutte le note della scala di SOL maggiore e questa scala prende il nome dalla tonica di riferimento. Cosa significa questo?
Tutte le note della scala si riferiscono ad una tonica, cioè un "suono portante" attorno al quale gravitano tutti gli altri: anche se in modo molto sintetico questo è il concetto di "sistema tonale". Questo sistema è in parte basato su leggi matematiche (la serie armonica dei suoni) ed in parte su fattori culturali che si sono delineati con il tempo e che cvariano nel tempo.
Una scala è un serie di suoni, ovvero una serie di intervalli, ben determinata: prenderemo in esame la scala maggiore per trarre le nostre osservazioni. Prendendo il tuo esempio, abbiamo dato alla scala suddetta una tonica (SOL) con quale le altre note della scala avranno delle relazioni di consonanza e dissonanza.

Proviamo a suonare questa scala su un pedale di SOL: è facile notare, a meno che non ci siano problemi di sordità : Chessygrin : , che alcune note suoneranno in maniera più "morbida" (o per usare un termine più corretto "consonante") e altre meno (il termine più corretto è "dissonante"). Ad esempio una nota più consonante rispetto al SOL sarà la quinta, il RE, mentre la settima, il FA# o la seconda, il LA, sono più dissonanti.
Se cambiamo il pedale e suoniamo un MI al basso. Suoniamo sempre le stesse note della scala di SOL su questo nuovo pedale. Le note sono le stesse ma la loro sonorità è molto diversa: hanno acquistato un diverso colore.
Di fatto è cambiata la loro funzione armonica al variare del pedale da SOL a MI. Il RE che avevamo suonato prima, ad esempio ora è meno consonante rispetto a prima. Potremmo continuare così cambiano il pedale su cui suoniamo la scala di SOL maggiore).

Questo ci fa capire come la tonica sia l'elemento che determina l'organizzazione dei suoni della scala. Il tutto deriva dalla nostra percezione degli armonici che scaturiscono dalla tonica. I primi armonici saranno le note più consonanti, mentre quelli più lontani corrisponderanno ai suoni dissonanti.


Nuts. Fin qui tutto chiaro. I miei pregressi (pochi) studi di musica (pianoforte) mi permettono di capire tutto perfettamente fino a qui. il difficile arriva adesso:

Caste ha scritto:Non bisogna ragionare accordo = scala, ma accordo = tonalità a cui appartiene = scala tonale o eventualmente delle varianti!
Basare l'improvvisazione sul rapporto accordo = scala non è corretto. Il miglior rapporto deve essere note dell'accordo - note NON dell'accordo, cioè tensione - risoluzione, inside - outside, dentro - fuori.

Quindi, nella progressione fatta con gli accordi di SOL, DO e RE, si dovrebbe usare le scale di SOL Iondian, DO Lydian e RE Mixolydian in corrispondenza dei vari accordi, tenendo presente quali sono le consonanze e dissonanze dei tre modi. Dico dovrebbe, perchè questa progressione di accordi è evidentemente tonale, visto che il suo centro è il SOL.

Una base modale, invece, è quella che è formata, ad esempio, dalle triadi maggiori di LAb (LAb, DO e MIb) e SIb (SIb, RE, FA), suonate su un pedale di DO, su cui suono DO eolio, o come l'abbiamo chiamato fino adesso Aeolian, (struttura T-S-T-T-S-T-T, quindi le note sono: DO, RE, MIb, FA, SOL, LAb, SIb e DO) dove da LAb avremo terza e sesta minore mentre da SIb settima minore, nona e undicesima.


Ecco, sento che il fulgore che mi manca è qui. Proviamo a capire. Immagino di avere una base che sta suonando un sol. Se io, improvvisando, volessi tirare fuori un suono molto "brillante" potrei suonare una improvvisazione nel patter si SOL Ionian (quindi diciamo del fulcro tonale del tutto)... però se volessi suonare cupo e cattivo probabilmente dovrei suonare un pattern di Dorian in La, dico bene? Oppure un pattern Aeolian in Mib, giusto?

E ancora, se la base dovesse passare da SOL a DO, se volessi suonare brillante dovrei suonare un Lydian di Do (scusami se per "velocità" scrivo termini semplicistici) e analogamente a prima un Dorian di Lab o un altro qualsiasi pattern risultante dal normale "calcolo matematico" degli intervalli, in base a come voglio esprimermi e alla base tonale... della base, per l'appunto.

(ti prego, dimmi che c'ho azzecato.. almeno basilarmente!)

Se così fosse, puoi provare a farmi qualche esempio pratico... come se stessi parlando con un deficiente? Grazie mille davvero : Nar :
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Ibanez1550 » giovedì 7 luglio 2011, 21:33

Grazie Caste, ne approfitto come sempre. : Thumbup :
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Caste » venerdì 8 luglio 2011, 23:07

Eccomi qui, pronto a minare le vostre certezze! : Chessygrin :
Ovviamente sto scherzando, ma non scherzavo affatto quado dicevo che i modi sono l'argomento probabilmente più incompreso nel mondo dell’improvvisazione e specialmente nel mondo della chitarra e, dopo questo messaggio, il motivo sarà più evidente).

Voglio precisare una cosa per me importantissima. Premetto che questa è una spiegazione rapida e non molto approfondita. Una spiegazione più approfondita richiederebbe che si cominciasse una serie di topic riguardanti l'argomento che abbiano lo scopo (e diciamo anche un po' la presunzione) di spiegare tutto, cosa che, come può essere facilmente intuibile, non è possibile (e proprio da qui nasce la presunzione: non si può insegnare tutto, non mi ritengo dispensatore di verità assolute e non mi ritengo superiore a nessuno tanto da insegnare a qualcuno).


Da un certo punto di vista, quello che dici non è sbagliato e ti invito a fare due utilissimi esercizi che riguardano i modi: il primo è quello di registrare una base costituita tutta dallo stesso pedale su cui suonare i sette modi, il secondo è quello di costruire una base che si muova su tutte e 12 le tonalità su cui suonare lo stesso modo.

Però (c'è sempre un però...), ci sono due approcci per approcciare con i modi. Tenendo presente che normalmente le basi modali sono basi costituite da pochi accordi, su qualunque progressione ci si può muovere utilizzando un approccio tonale dei modi opure facendo un uso politonale dei modi. Vediamo cosa vuol dire.

L'uso Tonale dei Modi
Usando una scala di riferimento per creare melodie, i suoi gradi principali, cioè prima, terza e quinta, vengono evidenziati rispetto agli altri gradi (anche inconsciamente), usandoli sui tempi forti oppure iniziando o finendo su di essi la frase. La scala di riferimento è quella della tonalità del brano. E' evidente che, cambiando l'accordo, i gradi principali della scala di riferimento non gli corrispondono più, anzi in qualche occasione producono dissonanze.
Prendiamo una base costituita dagli accordi di FAmaj7; REm7; SOL7 e DOmaj7.
Si tratta di un IV – II – V – I in tonalità di DO maggiore. Considerando la scala di DO maggiore come riferimento per l'intera progressione, i gradi principali di questa (DO, MI, SOL, SI) creano dissonanze con alcuni accordi (ad esempio il SI è dissonante sull'accordo di FAmaj7 maggiore e il DO su quello di SOL7).
Per ovviare a questo problema, possiamo usare per ogni accordo il rispettivo modo per realizzare la perfetta connessione melodico-armonica.
Tornando all'esempio, applichiamo i rispettivi modi provenienti da DO maggiore: FA lidio, RE dorico, SOL misolidio, DO ionico. Fare un uso tonale dei modi significa proprio questo: adoperare su una tonalità modi provenienti da quella stessa tonalità. Si può notare che i quattro modi non sono altro che rivolti della scala di DO maggiore.
E' fondamentale, prima di proseguire lo studio dei modi, che l'approccio tonale sia perfettamente acquisito e che risulti non macchinoso ma naturale.

L'Uso politonale dei modi
L'uso tonale dei modi, dopo che è stato perfettamente assimilato, può apparire limitato perché circoscritto alla tonalità d'impianto (nella progressione precedente era DO maggiore).Un effetto più interessante si può ottenere impiegando modi provenienti da altre tonalità, ma pertinenti su un dato accordo (ogni modo può essere assimilato a un certo tipo di accordo: dipende da che tipo di terza, quinta e settima presenta).
Facendola breve (altrimenti si rischia che il server a disposizione del forum non abbia abbastanza spazio : Chessygrin : ), l'elenco dei modi genericamente praticabili sui vari tipi di accordo è:
- ACCORDI MAGGIORI: ionico, lidio e lidio #2;
- ACCORDI MINORI: dorico, frigio, eolio, ipoionico, frigio-dorico, ipoionico b6 e lidio minore;
- ACCORDI DOMINANTI: misolidio, lidio-dominante, misolidio b6, alterato e misolidio b2 b6;
- ACCORDI SEMIDIMINUITI: locrio, locrio #2 e locrio #6;
- ACCORDI AUMENTATI: lidio aumentato e ionico aumentato;
- ACCORDI DIMINUITI superlocrio diminuito.
Ho detto "genericamente praticabili" perché bisogna ricordare che la scelta dell'uno o dell'altro modo impone all'accordo tensioni diverse.
Riprendiamo la progressione costituita dagli accordi di FAmaj7; REm7; SOL7 e DOmaj7 e soffermiamoci sull'accordo di DOmaj7. Secondo l'elenco precedente, su un accordo maggiore è possibile usare i modi ionico, lidio e lidio #2. Ad esempio, si può, quindi, usare il modo lidio di DO, che proviene da un'altra tonalità che è SOL maggiore.
L'alterazione presente è quella di FA#, ma nella tonalità in cui lo stiamo usando (che è sempre DO maggiore) rappresenta una tensione.
Cosa significa questo? SIgnifica che l'uso di questo modo sottintende che l'accordo DOmaj7 sia interpretato come DOmaj7/#11. E' importante che sia chiaro che non è indispensabile suonare la tensione anche nell'accordo, dipende da quanto si vuole evidenziarla. Quello che è fondamentle è l'uso di un rivolto dell'accordo che non crei dissonanze (in questo caso serve un rivolto di Domaj7 che non contenga la quinta). Da un punto di vista melodico, invece, la dissonanza può essere mascherata o messa in risalto. Si può naturalmente proseguire in questo modo anche per tutti gli altri accordi.
E' evidente che questo secondo modo di procedere sia molto più complesso rispetto al primo quindi non proseguo, almeno per ora e a meno di richieste specifiche, nella spiegazione (che richiederebbe la creazione di esempi ed esercizi esplicativi), in quanto è essenziale che, come detto, il primo modo di procedere sia completamente metabolizzato.


Tutte queste considerazioni fatte risultano più evidenti se si studiano i modi utilizzando l'approccio parallelo (i modi sono ricavati dalla sequenza degli intervalli) che, pur se più difficile da comprendere, permette di avere una visione più completa, rispetto all'approccio di tipo derivativo (i sette modi vengono derivati da una sola scala). A chi fosse interessato a studiare questo approccio, consiglio di procurarsi il libro libro di Mick Goodrick "The Advancing Guitarist" in cui l'autore mette spesso in evidenza la differenza tra questi due metodi di aprroccio nella derivazione dei modi.
Ciao
P.S.: al di là di tutti questi ragionamenti, preciso che si può scrivere grande musica suonando tonale e pessima musica suonando modale, come è vero il viceversa (si può scrivere grande musica suonando modale e pessima musica suonando tonale).
P.S.:
Ibanez1550 ha scritto:Grazie Caste, ne approfitto come sempre. : Thumbup :
Approfitta pure, Ibanez1550, sempre a disposizione.
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi naikol66 » sabato 9 luglio 2011, 0:03

Ciao Chitarristi,
devo farvi una confessione, ma non spargete la voce: Caste... si, il tipo che scrive tutta quella roba lì...... è scappato da "Area 51"!!!!!!!!!
Non è umano......
Non ditelo però, altrimenti se lo riprendono e noi poi come facciamo? :)
Scherzi a parte le tue lezioni (perchè nasconderlo, sono vere e proprie lezioni,perbacco!)sono sempre interessanti ed esaustive.
E poi si "legge" la passione che metti e la dedizione che hai per questo fantastico strumento e questo, secondo me, aumenta l'attenzione per la lettura.
Grazie di tutto.
Ciao
Nic
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi TheOrion » sabato 9 luglio 2011, 0:39

Caste sei straordinario. Ho capito più stasera leggendoti che in 6 mesi di ricerca su internet. Grazie infinite, ora per lo meno so da dove iniziare. Posso chiamarti maestro?!?!

Ps: grazie mille per i due esercizi. Anche suonandomeli in testa pensi di aver gia capito a cosa porteranno. Puoi segnalarmene un altro paio?
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Caste » sabato 9 luglio 2011, 11:13

No, non chiamari maestro perché non mi merito un appellativo di questo tipo. Veniamo alla tua richiesta.
Non ci sono dei veri e propri esercizi, ma posso suggerirti alcune cose da fare per padroneggiare meglio i modi. Il risultato finale sarà poi funzione del tempo che puoi impiegare nello studio sulo strumento. Veniamo, in ogni caso ai suggerimenti.


Costruire i modi utilizzando l'approccio parallelo
Il primo suggerimento sarà quello di costruire i modi utilizzando l'approccio parallelo. Cosa significa questo?
Per spiegarlo, prendiamo come riferimento la scala di DO maggiore. Qualsiasi scala è formata da una sequenza di intervalli ben precisa e conoscendoli si può riprodurre la scala desiderata sul nostro strumento. a partire da qualunque nota. Per la scala di DO maggiore gli intervalli rispetto alla tonica che la formano sono: Tonica, II maggiore (1 tono), III maggiore (2 toni), IV giusta (2 toni e 1/2), V giusta (3 toni e 1/2), VI maggiore (4 toni e 1/2) e VII maggiore (5 toni e 1/2). Più semplicemente possiamo scrivere: T - T - st - T - T - T - st (con T = tono e st = semitono).

In questo modo, anche non conoscendo i nomi delle note che compongono una qualunque scala maggiore, seguendo uno di questi schemi, possiamo costruirla in modo rapido.

La stessa identica cosa può essere fatta per tutti i modi con lo schema seguente (è stato escluso il modo ionico perchè è la scala maggiore che abbiamo appena visto):
- Dorico: T, II M, III m (1 tono e 1/2), IV G, V G, VI M, VII m (5 toni) (qui, T = tonica, M = maggiore, m = minore, G = giusta, aug = aumentata e dim = diminuita) oppure T - st - T - T - T - st - T (qui, invece, T = tono e st = semitono);
- Frigio: T, II m (1 semitono), III m, IV G, V G, VI m (4 toni), VII m oppure st - T - T - T - st - T - T;
- Lidio: T, II M, III M, IV aug (3 toni), V G, VI M, VII M oppure T - T - T - st - T - T - st;
- Misolidio: T, II M, III M, IV G, IV G, VI M, VII m oppure T - T - st - T - T - st - T;
- Aeolio: T, II M, III m, IV G, IV G, VI m, VII m oppure T - st - T - T - st - T - T;
- Locrio: T, II m, III m, IV G, V dim, VI m, VII m oppure st - T - T - st - T - T - T.

Partendo quindi dalla stessa tonica e modificando gli intervalli che compongono i vari gradi, si possono ottenere i sette modi. Partendo dalla tonica di DO, e seguendo questo approccio, è evidente come sia differente sviluppare i modi con l'approccio parallelo.

Grazie a questo approccio è facile capire il motivo che è alla base dell'elenco dei modi genericamente praticabili sui vari tipi di accordo del mio messaggio precedente (è evidente che che su un accordo di maj7 io non possa utilizzare un modo a caso, ma solo un modo che contenga la tonica, la terza, la quinta e la settima dello stesso tipo).


Costruzione dei modi della scala maggiore e delle scale minori
In secondo luogo è opportuno studiare tutti i modi sia della scala maggiore:
-DO IONICO che corrisponde esattamente alla scala maggiore,
- RE DORICO che corrisponde a una scala minore naturale con la sesta innalzata,
- MI FRIGIO che corrisponde a una scala minore naturale con la seconda abbassata,
- FA LIDIO che corrisponde a una scala maggiore con la quarta innalzata,
- SOL MISOLIDIO che corrisponde a una scala maggiore con la settima abbassata,
- LA EOLIO che corrisponde esattamente alla scala minore naturale,
- SI LOCRIO che corrisponde a una scala minore naturale con seconda e quinta abbassata);

della scala minore melodica:
- DO IPOIONICO (o minore melodico, o tonica minore) che corrisponde esattamente a una scala minore melodica,
- RE FRIGIO-DORICO (o dorico b2) che corrisponde a una scala minore naturale con seconda abbassata e sesta innalzata,
- MIb LIDIO AUMENTATO corrisponde a una scala maggiore con quarta e quinta innalzate,
- FA LIDIO DOMINANTE (o lidio b7)che corrisponde a una scala maggiore con quarta innalzata e settima abbassata,
- SOL MISOLIDIO b13 (o misolidio b6, o hindu) corrisponde a una scala maggiore con sesta e settima abbassate,
- LA SEMIDIMINUITO (o locrio #2) checorrisponde a una scala minore naturale con la quinta abbassata,
- SI ALTERATO (o superlocrio) in cui la presenza contemporanea di terza maggiore e terza minore è di difficile spiegazione. in questo caso, anche se l'accordo presente nel modo (su 1, 3, 5 e 7) è semidiminuito, si considera la terza maggiore quella effettiva, e si valuta la terza minore come nona aumentata; per questo il modo alterato si usa sugli accordi di dominante;

e della scala minore armonica:
- DO IPOIONICO b6 (o minore armonico) che corrisponde a una scala minore armonica,
- RE LOCRIO #6 checorrisponde a una scala minore naturale con seconda e quinta abbassate e sesta innalzata,
- MIb IONICO AUMENTATO che corrisponde a una scala maggiore con la quinta aumentata,
- FA LIDIO MINORE che corrisponde a una scala minore naturale con quarta e sesta innalzate,
- SOL MISOLIDIO b2 b6 che corrisponde a una scala maggiore con seconda, sesta e settima abbassate,
- LAb LIDIO #2 che corrisponde a una scala maggiore con seconda e quarta innalzate,
- SI SUPERLOCRIO DIMINUITO che corrisponde a una scala minore naturale con seconda, quarta, quinta e settima abbassate (la settima, già minore, diviene diminuita).

Per semplicità ho derivato tutti i modi partendo da DO con l'approccio derivativo, ma è opportuno vedere gli stessi con l'approccio parallelo (come ho spiegato prima).


Identificazione dei modi in base all'accordo
E' chiaro che in base agli accordi si possano adottare diversi modi in base alle note che lo compongono.
Prendiamo ad esempio un REm7 e pensiamo solo ai modi derivanti dalla scala maggiore. Su questo accordo di m7 possiamo usare i modi dorico, frigio ed eolio. Ognuno di questi porta delle tensioni, e quindi diverse sonorità, aggiungendo:
- 9,11 e 13 nel modo dorico;
- 9, 11 e b13 nel modo eolio;
- b9, 11 e b13 nel modo frigio.

E' evidente però che se nello studio di un brano troviamo un accordo un accordo di REm7/b9, ci sono pochi dubbi: il modo può essere solo frigio (ricordiamoci però che abbiamo considerato solo i modi della scala maggiore e tralasciato gli altri).

Qui è opportuno lo studio di qualche progressione, magari un po' complessa, da cui ricavare tonalità, modi e su cui eseguire qualche assolo (sia scrivendoli che improvvisando).
Propongo, per il momento due standard, usando gli accordi a 4 voci su cui ricavare la tonalità e i possibili modi utilizzabili (considerando tutti i modi derivabili dalla scala maggiore e dalle scale minori):
- "Scrapple from the apple" di Charlie Parker: | SOLm7 | DO7 | SOLm7 | DO 7 | FAmaj7 | SOLm7 DO7 | FAmaj7 SOLm7| LAm7 RE7 | SOLm7 | DO7 | SOLm7 | DO 7 | FAmaj7 | SOLm7 DO7 | FAmaj7 SOLm7| FAmaj7 | LA7 | LA7 | RE7 | RE7 | SOL7 | SOL7 | DO7 | DO7 | SOLm7 | DO7 | SOLm7 | DO 7 | FAmaj7 | SOLm7 DO7 | FAmaj7 (per due quarti) SOLm7 DO7| FAmaj7 |;
- "Satin doll" di Billy Strayhorn, Duke Ellington e Johnny Mercer: | REm7 SOL7 | REm7 SOL7 | MIm7 LA7| MIm7 LA7| LAb m7 REb 7 | DOmaj7 | MImin7b5 LA7 | REm7 SOL7 | REm7 SOL7 | MIm7 LA7| MIm7 LA7| LAb m7 REb 7 | DOmaj7 REm7 | LAm7 RE7 | SOLm7 DO7 | SOLm7 DO7 | FAmaj7 | SOLm7 DO7 | LAm7 RE7 | LAm7 RE7 | REm7 SOL7| MImin7b5 LA7 |.

Questi sono solo due esempi, te ne posso fornire altri, più complessi, che contengono accordi che lasciano poco spazio all'interpretazione dei modi utilizzabili. Ma sono, secondo me, un passo successivo.




Al momento mi fermerei qui perché, oltre ad aver scritto il solito papiro che richiede tempo per essere letto, compreso e studiato, ritengo ci sia già abbastanza materiale per "lavorare" e il tempo per seguire questo percorso è abbastanza lungo.
In più serebbe poco inteligente mettere troppa "carne al fuoco" parlando di unificazione degli accordi e usi irregolari dei modi che, se tutto quello scritto in precedenza non è stato completamente compreso e assimilato, farebbero solo confusione.

naikol66 ha scritto:Ciao Chitarristi,
devo farvi una confessione, ma non spargete la voce: Caste... si, il tipo che scrive tutta quella roba lì...... è scappato da "Area 51"!!!!!!!!!
Non è umano......
Non ditelo però, altrimenti se lo riprendono e noi poi come facciamo? :)
Scherzi a parte le tue lezioni (perchè nasconderlo, sono vere e proprie lezioni,perbacco!)sono sempre interessanti ed esaustive.
E poi si "legge" la passione che metti e la dedizione che hai per questo fantastico strumento e questo, secondo me, aumenta l'attenzione per la lettura.
Grazie di tutto.
Ciao
Nic

Non esegerare naikol66. Però sono contento che dai miei scritti si riesca a cogliere, come hai detto, la passione che ho per lo strumento.

Ciao

EDIT: un aiuto per cominciare a capire i modi, può essere dato dall'ascolto di alcuni maestri (che però non sono chitarristi) come John Coltrane (nel suo periodo modale, che va dal 1961 al 1965: imprescindibile è l'ascolto dell'album "Giant Steps" il cui brano omonimo Iè costruito su una progressione armonica basata su intervalli di terza maggiore, che sono i "passi da gigante" cui si riferisce il titolo, che è una progressione molto insolita e di grande difficoltà per i solisti) e Miles Davis (anche qui nel periodo modale dal 1954 al 1960) in cui si può intuire le potenzialità del suonare modale.
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Ibanez1550 » domenica 10 luglio 2011, 12:38

Grazie Caste, sempre Gentile e Utile. : Thumbup :
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Fez » domenica 10 luglio 2011, 14:30

naikol66 ha scritto:Ciao Chitarristi,
devo farvi una confessione, ma non spargete la voce: Caste... si, il tipo che scrive tutta quella roba lì...... è scappato da "Area 51"!!!!!!!!!
Non è umano......
Non ditelo però, altrimenti se lo riprendono e noi poi come facciamo? :)
Scherzi a parte le tue lezioni (perchè nasconderlo, sono vere e proprie lezioni,perbacco!)sono sempre interessanti ed esaustive.
E poi si "legge" la passione che metti e la dedizione che hai per questo fantastico strumento e questo, secondo me, aumenta l'attenzione per la lettura.
Grazie di tutto.
Ciao
Nic


Secondo me non esagera per niente : Thumbup :
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Re: Scale e modi: sweep patterns si o no?

Messaggiodi Ibanez1550 » lunedì 11 luglio 2011, 16:04

Fez ha scritto:Secondo me non esagera per niente


Anche secondo me, perché è vero che conosco le varie scale e le inserisco diciamo ad intuito o ad orecchio, però avere della teoria che in fin dei conti non si riesce a trovare neanche su internet non è male saperla. Ho provato a navigare e molti talentuosi che insegnano sia sul tubo o in altri siti si fanno solo della grande pubblicità per farsi vedere quanto sono bravi, ma poi in sostanza non ti spiegano nulla sulla tecnica. Perché a copiare sono bravo ma a capire il perché la si suona così, non sono affatto bravo. Quindi l'associazione fra talento e Sapere è sempre molto utile, e per fortuna che Caste mi dà una mano. Grazie ancora. La condivisione del proprio tempo è sempre Donazione. : Thumbup :
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