di Caste » lunedì 27 giugno 2011, 15:50
Non è sbagliato essere "pazzi" e puntare così in alto anche da autodidatti... Alcuni colleghi ti hanno riportato esempi illustri di chitarristi che hanno studiato con dei maestri per diventare grandi e io rispondo citando Brett Garsed (per chi non lo conoscesse consiglio l'ascolto del capolavoro jazz-rock degli anni '90 "Centrifugal Funk") , che è andato (ed è ancora là...) al Musicians Institute (GIT) di Hollywood dall'inizio degli anni '90... da insegnate perché non è mai stato un alievo (non ha preso neanche una lezione)!
Certo, non tutti nasciamo Brett Garsed, ma queste persone sono la dimostrazione che non è necessario andare da un insegnante per diventare "fenomeni". Anche perché, a mio parere, bravi insegnanti se ne trovano pochi... troppo spesso si insegna la chitarra con metodi "chiusi" tipo fai così, fai colà, mentre ogni chitarrista ha predisposizioni e peculiarità che andrebbero coltivate dai propri insegnanti. La chitarra non è solo questione di posizioni, diteggiature di scale, eccetera.
Metodi unici per migliorare come chitarristi non ci sono, ma posso consigliarti magari un paio di libri che possono esserti di aiuto. il primo che mi viene in mente è "Rhythm Guitar Complete Guide" di B. Buckingham ed E. Pascal che approfondisce lo studio di accordi e ritmica. Per la teoria ti consiglierei qualcosa di non troppo approfondito ma comunque completo come il "Trattato Di Chitarra Jazz" di Fabio Mariani. Altri libri da consigliare ci sarebbero ma dovrei, per indirizzarti verso qualcosa che ti sia utile e ti interessi, sapere cosa vorresti suonare (genere, stile, ecc.).
Importantissimo "compagno" di viaggio per ogni chitarrista è un metronomo con cui esercitarti.
Ciao
P.S.: per il miglioramento tecnico sullo strumento (pennata alternata, legato, sweep picking, ecc.) anche in questo sito, cercando un po', puoi trovare qualche esercizio base per cominciare un lavoro di questo tipo.
P.P.S.: non stupirti se ti fanno studiare le triadi per 3 mesi, non devi sottovalutare l'importanza di questo "strumento". Le triadi, se insegnate nel modo giusto, ti aiutano a liberarti delle posizioni fisse (che poi fanno diventare i chitarristi ripetitivi) ma ti aiutano a ragionare sugli accordi, sugli intervalli e, con la pratica e lo studio corretto, ti permettono di ragionare in contemporanea su melodia e armonia ed a "vedere" le note sulla tastiera (e non le posizioni delle scale, che poi sono spesso responsabili della "meccanizzazione" del nostro fraseggio...). Non puoi immaginare cosa avrei dato io pe avere un insegnante che mi facesse capire l'importanza delle triadi, invece di scoprirlo da solo molti anni dopo.