Powerslave,The Number Of The Beast: penso che tutti siamo d'accordo nel definirli due capolavori della Vergine di Ferro,ma quale è il migliore?
Il più famoso tra i due è sicuramente " The Number Of The Beast ",album che deve la sua fama non solo al suo contenuto ma anche alle polemiche suscitate dalla title track e dalla copertina soprattutto in America Latina.
L'album è composto da:
-Invaders
-Children of the Damned
-The Prisoner
-22 Acacia Avenue
-The Number Of The Beast
-Run to the Hills
-Gangland
-Hallowed Be Thy Name
La canzone di apertura "Invaders" è ottima per iniziare la festa.Molto diretta ma che a mi avviso dopo diversi ascolti tende ad annoiare.Con "Children of the Damned" Bruce Dickinson si presenta con una performance vocale che convince ed emoziona,"The Prisoner"inizia con un intro molto duro e appropriato che però sfocia in un ritornello a mio avviso troppo scontato e ripetitivo,questo però non mette in dubbio la qualità della canzone che risulta più che piacevole."22 Acacia Avenue" arriva con un Riff indiavolato che non lascia dubbi sul proseguo della canzone,un Adrian Smith più che inspirato sforna a mio avviso una delle canzoni più belle e devastanti grazie anche ad un Bruce Dickinson più che convincente.Ecco che arriva la tanta attesa title track: "The Number Of The Beast",la canzone è introdotta da una voce cupa che recita L'Apocalisse 12:12; 13:18,fino a sfociare in un riff trascinante che porta ad un Urlo del terrificante Bruce Dickinson.La canzone è sicuramente una delle più famose della band ma secondo me non certo la più bella,gli assoli sono incredibili e un secondo urlo c porta alla fine di questo incredibile rituale."Run To The Hills" si fa apprezzare per la sua orecchiabilità e per l'efficacia dell'introduzione."Gangland" abbassa incredibilmente la qualità di questo incredibile album,ritornello troppo scontato e nemmeno particolarmente riuscito che porta ad assoli usati più come riempitivi che come parte parte integrante della canzone.Forse la vera pecca di "Gangaland" è quella di essere circondata da veri e propri capolavori facendola sembrare una canzone da 6.A chiudere questo avventura musicale arriva "Hallowed Be Thy Name"canzone sublime sotto tutti i punti di vista,bellissima l'introduzione che sfocia in duo di chitarre indiavolato.Incredibile la prestazione vocale di Bruce Dickinson che con questa canzone scrive una delle parti vocali più difficili dell'Heavy Metal.
Passa qualche anno ed ecco che arriva "Powerslave"altro capolavoro della band che con le sue canzoni segna una grande performance live come "Live After Death"
L'album è composto da:
-Aces High
-2 Minutes to Midnight
-Losfer Words (Big 'Orrà)
-Flash of the Blade
-The Duellists
-Back in the Village
-Powerslave
-Rime of the Ancient Mariner
"Aces High",dedicata ai piloti che morirono difendendo l'Inghilterra dall'attacco aereo della Germania Nazista,è la canzone scelta per aprire l'album della quinta fatica della Vergine di Ferro,canzone incredibile che riesce a coinvolgere al primo ascolto e che si aggiudica senza problemi la migliore apertura della produzione Meideniana,a seguire" 2 Minutes to Midnight" continua la scia positiva e grazie ad un incredibile Adrian Smith e ad un ritornello orecchiabile si colloca senza problemi tra i classici della band."Losfer Words (Big 'Orrà)"è un pezzo strumentale che si lascia ascoltare ma che non riesce ad incidere più di tanto,da segnalare però l'incredibile linea di basso di Harris che sfocia in più punti un una vera performance solista."Flash of the Blade"è una canzone che cattura sin da subito e che rimane stampata nella mente degli ascoltatori grazie ad un ritornello efficace sorretto da una prestazione da brividi di Bruce Dickinson,"The Duellists"colpisce con le stesse armi della precendente,una introduzione sorretta dall'incredibile Harris,un riff convincente e un Bruce Dickinson che ancora una volta si supera."Back in the Village" è la pecora nera di questo album incredibile,canzone che non convince e che neppure la grandissima voce di Bruce Dickinson può salvare,ritornello banale e a tratti fastidioso,interrompe questa serie positiva."Powerslave" la title track si presenta con una voce ansimante e un urlo disumano(Eddie?)che sfocia in un riff indemoniato basato sulla classica cavalcata di Harris,il ritornello si fa apprezzare ma i veri protagonisti di questa canzone sono i soli,Smith Murray si danno battaglia senza esclusione di colpi dando vita cosi a una delle punte di diamante dell'album."The Rime Of Ancient Mariner"merita qualche riga in più rispetto alle altre compagne di viaggio.La canzone si riferisce alla omonima ballata di Samuel Taylor Coleridge,di cui il bassista Steve Harris è appassionato.La canzone si presenta con una travolgente cavalcata che provoca un incontrollato Headbanding,Smith e Murray continuano questa cavalcata infernale fino ad un intermezzo di qualche minuto che spezza la canzone in due parti.Il basso di Harris accompagna con un arpeggio gli accordi di Murray e il misterioso assolo di Smith che ci porta in una lenta ripresa di qualche secondo: rientra la voce di Bruce,Nicko accende i motori e progressivamente si va sfociare in assoli indiavolati che riescono a trasmettere emozioni incredibili,la canzone si conclude con il ritorno di pochi minuti all'introduzione di un brano che considero senza se e senza ma la migliore canzone dei Maiden.
Dopo numerosi ascolti reputo migliore Powerslave per le emozioni che mi ha trasmesso e che ancora mi trasmette dopo tanti ascolti.Ora tocca a voi dire la vostra!
Up The Irons! \m/








